Perché?!?

Maggio 3, 2008

Mi era sfuggita l’ultima performance di Cristina Chiabotto: dal plin-plin al nudo (semi) integrale… Non sono tra chi ritiene che il nudo non venda e che sia quindi inutile in televisione, ma sono tra chi si chiede “perché?!?”. Ritrovato il video su YouTube, ho provato a darmi delle risposte, ma nuove domande si sono imposte: in un programma basato sulle situazioni estreme e sull’adrenalina, c’è davvero bisogno di una donna nuda per alzare l’audience? Una bellissima ragazza, che in pochi anni ha saputo costruire le basi per una carriera promettente, ha davvero bisogno di questo tipo di pubblicità? A 21 anni?  Il pubblico prevalentemente maschile della trasmissione certamente apprezza la scelta, ma ne sentirebbe la mancanza se si cambiasse conduzione? Rinuncerebbe alle emozioni dei filmati trasmessi solo perchè la conduttrice è vestita? Forse ci si potrebbe provare. Ma io non sono un’esperta di televisione. Solo una che, dopo 5 minuti passati a farsi domande, cambia canale. 

Dai calciatori della nazionale a un attore internazionale, passando per Ornella Muti. Y&R porta avanti la campagna UniCredit e ambienta il nuovo spot a Praga. Mi piacciono anche questi: sarà Raoul Bova?

Dopo FRIENDS, quando pensavo che nessuna serie Tv potesse più appassionarmi, ho riscoperto Sex and the City e me ne sono innamorata! Ammetto di non avere gusti difficili in fatto di serial, ma non avrei scommesso su Sara Jessica Park e Co. Invece, mi sono dovuta ricredere: le sei stagioni sono un’escalation di emozioni e di storie coinvolgenti, le attrici protagoniste sembrano nate per i loro ruoli e New York è la cornice perfetta per le loro mille avventure. Alcuni episodi sono certamente troppo spinti, ma credo non sia difficile ritrovarvi i problemi di tutte le donne, seppur un po’ esasperati. A distanza di quattro anni dall’ultimo epiosodio, i fan (e io con loro) aspettano il grande ritorno della serie sul grande schermo, con una sceneggiatura costruita ad hoc per regalare grandi emozioni. Almeno, così dicono. Il set, infatti, è stato blindatissimo e dalle poche immagini concesse alla stampa si possono fare sono congetture: ci sarà un matrimonio (ma forse è solo un sogno), ci sarà un funerale (ma forse non sarà una delle protagoniste femminili a perdere la vita). L’attesa è snervante! Sul sito della serie è addirittura possibile scaricare il codice del countdown per controllare in ogni momento quanti giorni mancano al 30 Maggio, data di uscita mondiale del film (ma non bastava un semplice calendario?!?). Nel frattempo, gli appassionati possono scovare informazioni on line e sentirsi un po’ protagonisti con il merchandising dedicato alla serie. Gli accessori di maggior successo? La biancheria intima ispirata alle quattro newyorkesi, per scegliere a chi assomigliare. Vedere per credere!

http://www.sexandthecitymovie.com/

http://store.hbo.com/family/index.jsp?categoryId=3109984&cp=1885647

Canta che ti passa

Aprile 26, 2008

Ultimamente, con i prezzi saliti alle stelle e il potere d’acquisto degli italiani diminuito drasticamente, fare la spesa non è certo una festa. Gli spot di questi giorni saranno quindi un tentativo di risollevare il morale agli acquirenti sulla scia del “canta che ti passa”?

 

Il testimonial famoso è un classico della comunicazione pubblicitaria, ma non sempre una garanzia.

Spesso, infatti, i volti noti vampirizzano il prodotto e il pubblico si ricorda di loro e non del marchio. Gli esempi sarebbero molti: ricordate cosa sta pubblicizzando in questi giorni Ricky Tognazzi? Ecco, appunto.

Non mancano, naturalmente, le eccezioni: campagne che si protraggono nel tempo lasciano inevitabilmente il segno e permettono al pubblico di associare il personaggio famoso al prodotto: penso, ad esempio, a Sabrina Ferilli e alle tinture per capelli.

L’impiego dei personaggi famosi che preferisco, però, rigurada quegli spot televisivi in cui i testimonial non vengono riconosciuti dagli altri protagonisti. In questi giorni, va in onda lo spot del caffè con protagoinista George Clooney che, credendo di essere stato riconosciuto da una ragazza che gli si avvicina, è pronto a firmarle un autografo ma scopre che lei desidera solo un caffè!

Un altro molto divertente è di qualche mese fa: nuovi servizi bancari vengono pubblicizzati dai funzionari della banca stessa, ma nello spot compaiono anche tre giocatori della nazionale che non vengono presi in considerazione dal protagonista che è interessato solo alle novità proposte.

Non so se questa tipologia aiuti maggiormente lo spettatore a ricordare il prodotto, ma gli spot sono certamente piacevoli e divertenti.

Meglio cambiare, no?

Marzo 29, 2008

Mi sembra che il claim reso celebre da Paris Hilton si addica perfettamente ad un altro gestore di telefonia mobile. Avete capito a quale mi riferisco? Esatto!

Trovo che la nuova campagna pubblicitaria di TIM, realizzata dall’agenzia Euro RSCG, rappresenti un vero e proprio cambio di rotta per l’azienda che si rivolge ora più direttamente al cliente, mettendolo al centro dello spot istituzionale (TIM. Tu, senza confini). Una realizzazione riuscitissima che dimostra come le buone idee possano diventare arte. Meglio cambiare, no?

Questo è il mio parere: voi cosa ne pensate? 

Ho letto

Marzo 28, 2008

A chi, come me, vorrebbe fare della propria passione una professione, consiglio “Il copywriter. Mestiere d’arte” di Emanuele Pirella, edito da Il Saggiatore. Per imparare dai grandi.

Chi ben comincia…

Marzo 28, 2008

Cominciare è sempre difficile. Decidere di cominciare lo è forse di più.

Poi ad un certo punto ti ritrovi davanti allo schermo a scrivere.

Sì, ma a scrivere di cosa? Di idee, di tutto, di più.

Molti copywriter sostengono che per fare il loro lavoro bisogna cominciare a farlo! Sentirsi già copy, quindi!

È quello che voglio fare. Se una penna non fa uno scrittore, un’idea non fa un copywriter; ma da qualcosa bisogna pur iniziare. Io ci provo: inizio da qui!