L’arte di restare con i piedi per terra
Novembre 16, 2008
Ci sono persone che lavorano con impegno e passione, che sono diventate grandi, che portano l’Italia nel mondo. Ci sono persone che ringraziano per quello che hanno avuto dalla vita e lo fanno in ogni occasione. Ci sono persone che riempiono gli stadi, che emozionano sempre. Per me una di queste è Laura Pausini. Anche chi non ama la sua musica, non può non riconoscere l’artista: da sedici anni fa spettacolo ai massimi livelli, continuando a presentarsi come una ragazza di provincia. Venerdì scorso è uscito il suo ultimo album, Primavera in anticipo: dopo un mese negli Stati Uniti, l’ha presentato in Piazza di Spagna, cantando Invece no circondata da centinaia di ammiratori. Ieri sera, ospite di Fabio Fazio, si è raccontata con umiltà, emozionandosi ancora nel ripercorrere la sua carriera: ha ricordato gli esordi e illustrato quest’ultimo lavoro che l’ha vista impegnata per quattro anni. Il 2009 la vedrà ancora in tour in giro per il mondo (l’album è uscito in 47 Paesi): lei, che ha venduto oltre 40 milioni di dischi, tornerà in Italia come se si fosse assentata per un viaggio premio.
Come al solito
Novembre 14, 2008
Per approfondimenti: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/donna-crocifissa/donna-crocifissa/donna-crocifissa.html
Creatività vincente
Ottobre 24, 2008
Ho apprezzato molto gli annunci copy-ad ideati da Lowe Pirella Fronzoni per promuovere il concorso del Superenalotto. Complice lo stratosferico montepremi, hanno perfettamente raggiunto il loro scopo: milioni di italiani hanno sfidato la sorte, consapevoli che la vita può cambiare per una pura e semplice combinazione. Di sei numeri*. Finalmente, ieri sera, la fortuna ha baciato Catania e le ha regalato una notte di festeggiamenti. A mio parere, tra gli annunci meglio riusciti, oltre a quello già citato*, ci sono questi: I prossimi Giochi organizzali nel tuo giardino, Sarai tu a chiedere al genio quali sono i suoi tre desideri e Tutto ha un prezzo. Per esempio, diventare milionario costa circa un euro. Il mio preferito, però, resta questo: Diventa improvvisamente bellissimo, intelligentissimo e simpaticissimo. L’unica cosa che spero è che la vincita sia il frutto di un sofisticato sistema e che a diventare bellissime, intelligentissime e simpaticissime siano decine di catanesi. Per tutti gli altri, si scommette ancora domani: io un salto in ricevitoria lo farò sicuramente, sperando di trovare, oltre alla fortuna, un nuovo annuncio. Se ne avete perso qualcuno, visitate il sito Sisal e potrete anche votare il vostro preferito.
http://www.sisal.it/se/se_main/1,4136,se_CampagnaJackpot,00.html
Meglio soli?
Ottobre 5, 2008
Sostituire qualcuno non è mai facile, sostituire un mito è quasi impossibile. Nonostante questo, pensavo che lei ce l’avrebbe fatta: con la sua grinta, la determinazione, un grandissimo talento e, a mio parere, la giusta creatività per emergere. Qui però stiamo parlando di alta moda, di una delle maison più conosciute e apprezzate nel mondo: Valentino. Forse queste qualità non bastano. Dopo l’addio dello stilista, un anno fa, la direzione creativa è stata affidata ad Alessandra Facchinetti, ma solo per due stagioni. E’ di questi giorni, infatti, la sostituzione della giovane stilista con una coppia creativa già presente nel team della maison. I vertici dichiarano che la designer non ha saputo “fare squadra” e le sue collezioni si sono dimostrate poco in linea con lo stile Valentino. Detto in altre parole: non hanno venduto abbastanza, non hanno convinto i compratori storici. Urge tornare sui binari di sempre. Perchè? Perchè Facchinetti non è stata capita. Non lo era stata neanche da Gucci, dove, a mio parere, aveva proposto una delle collezioni più interessanti degli ultimi anni, ma non era stato dato al pubblico il tempo di abituarvisi. Cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia: la creatività non basta, quando si entra a far parte di realtà di questo calibro. Si è sempre “ospiti”. Non è questo il posto di Alessandra Facchinetti. Concordo con la soluzione proposta da molti: reinventarsi e tornare in passerella con una collezione indipendente per dimostrare una volta per tutte il suo talento. I compratori si metteranno in fila.
Non si vive di solo calcio
Agosto 30, 2008
Le ultime olimpiadi sono state un’occasione per ricordarci che esiste un mondo al di là del calcio. Ce ne accorgiamo una volta ogni due anni. L’ultima era stata in occasione delle olimpiadi invernali: avevamo scoperto il curling. Mai più sentito, mai più visto. Forse non ne abbiamo neanche sentito la mancanza, ma non è questo il punto. Il punto è avere un’alternativa. Il punto è poter sentire un bambino chiedere di praticare il salto in lungo. Invece, otto bambini su dieci vorrebbero diventare calciatori e le bambine sognano di sposarne uno. Eppure le alternative ci sarebbero, altrettanto divertenti, altrettanto coinvolgenti.
Certo, in alcuni casi bisogna rinunciare al pallone: può essere dura, ma (forse) possiamo farcela.
Eppur mi piace
Agosto 5, 2008
In un pomeriggio di mezz’estate, mi sono trovata a rispondere ad un sondaggio telefonico. Argomento: il the freddo. Mi si chiedeva quanto ne consumassi, di quale marca e, soprattutto, quali spot mi ricordassi di aver visto negli ultimi 6 mesi. Alle prime domande ho risposto senza esitazione: ne consumo soprattutto in estate (come tutti, credo) e compro quasi esclusivamente Estathé. La domanda sugli spot, invece, mi ha spiazzato. Dopo aver affermato con sicurezza che ricordavo di aver visto lo spot Estathé, non sono riuscita a raccontarlo all’intervistatrice e ho cominciato a farfugliare qualcosa sul Messico e sui sombrero, rendendomi conto io stessa che non stavo parlando di quello che credevo di ricordare. Ho cercato di concentrarmi ma sono riuscita solo a visualizzare un furgoncino con il marchio in bella vista. Possibile che la mia memoria sia così scarsa? Dopo aver concluso la conversazoione, mi sono subito collegata a YouTube in cerca del video: dopo i primi fotogrammi, tutto lo spot mi è tornato alla mente! E mi piace anche! Perchè allora non riuscivo a ricordarlo? Si tratta dello spot realizzato dall’agenzia Forchets e lanciato a giugno. Estathé. La nostra estate. L’Estathé è il protagonista dell’estate italiana che viene raccontata e celebrata dai fotogrammi che nulla hanno invece a che fare con il Messico (i messicani comparivano nella vecchia campagna). Forse le vecchie immagini sono così impresse nella memoria da rendere difficile associarne altre al marchio? Forse il nuovo spot, per quanto bello e ben realizzato, non presenta elementi che ne facilitino la memorizzazione? Ma quali sono allora le caratteristiche che uno spot deve avere per essere ricordato, se non basta il fatto che ci sia piaciuto?
Come sopra (anzi, sotto)!
Luglio 21, 2008
Ma dove vai se il melafonino non ce l’hai?
Luglio 14, 2008
E’ sempre così: arrivi ad un punto in cui VUOI una cosa e DEVI averla. Siamo bambini in pasticceria. Succede sempre, succede oggi con l’ultimo nato in casa Apple. Lo guadi e sai che ti cambierà la vita. Lo provi e ti sembra di avere il mondo in mano. Non importa se le tariffe in Italia sembrano rate di un mutuo. Non importa se dovrai aspettare. Ti convinci che tanto il cellulare era da cambiare, che un navigatore fa sempre comodo, che potrebbe servirti Internet in ogni momento. Non è solo tecnologia: è design, innovazione, comodità. Poter ingrandire un particolare della tua ultima foto semplicemente usando le dita ti fa dimenticare che non potrai inviarla (non supporta gli mms). Poter vedere i video di YouTube dove e quando vuoi ti fa dimenticare che non potrai girarne uno (la camera da 2 megapixel non registra). Lo DEVI avere. E allora sono ore di coda e migliaia di prenotazioni. I negozi aprono di notte come avvenne per l’uscita dell’ultimo Harry Potter. I quotidiani pubblicano le recensioni di chi lo ha già provato e si preparano a lanciare nuovi contenuti web pensati appositamente per lui. Tutto ti spinge all’acquisto. Siamo vittime del consumismo o, solo per questa volta, si tratta di una vera piccola-grande rivoluzione?
Mah…
Luglio 9, 2008
Delle due l’una
Giugno 28, 2008
O non mi sono impegnata abbastanza, o questo spot proprio non si spiega! Mi riferisco all’ultimo di Daygum il cui protagonista non riesce a parlare italiano perchè ha ancora dei residui di cibo cinese tra i denti… Per fortuna ci sono le microparticelle di Daygum che li eliminano tutti e l’uomo può smettere di parlare cinese (con tanto di sottotitoli) e tornare all’italiano. Forse non capisco cosa c’entri il cinese, forse non capisco le microparticelle, forse non capisco i sottotitoli. Certo è che ci tenevano molto a sottolineare questo grande potere del confetto. Evidentemente non c’era altro modo…